PEER GYNT
Suite

da Henrik Ibsen
regia Luca Micheletti


"La vita è una volpe: se fai per agguantarla, salta e s'aggrappa a un altro…"

PEER GYNT
Suite

da Henrik Ibsen
musiche Edvard Grieg

regia Luca Micheletti
un progetto drammaturgico di e con Federica Fracassi e Luca Micheletti
arrangiamenti e pianoforte Lorenzo Grossi
danzatrice e coreografa Lidia Carew
soprano Anna Roberta Sorbo
e con la partecipazione di Alessandro Pezzali e Lorenzo Vitalone
costumi Antonio Marras
realizzati nella sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni
assistenti alla regia Francesco Martucci e Jacopo M. Pagliari
foto Francesco Bozzo, Luca Condorelli, Lorenza Daverio, Valentina Tamborra

produzione Teatro Franco Parenti
con il sostegno di Compagnia Teatrale I Guitti e Innovation Norway
sotto l'Alto Patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia in Italia

Il progetto

Sviluppo dell'articolato progetto intorno ad Ibsen che I Guitti e il Franco Parenti hanno portato avanti lungo tutta la stagione 2017-18, e che, a partire dai laboratori su Peer Gynt curati da Luca Micheletti nell'estate 2016 ad Arzignano e nella primavera del 2017 a Milano, ha consentito la nascita di un altro spettacolo ibseniano – Rosmersholm (I Guitti - Franco Parenti - CTB) –, una mostra – Nient'altro che finzioni (di Federica Fracassi e Valentina Tamborra) –, una costellazione di incontri culturali d'interesse ibseniano svoltisi tra il Teatro Franco Parenti e il CTB di Brescia, questa nuova messa in scena rapprensenta un altro importante sviluppo del percorso intrapreso e costituisce il primo approccio scenico compiuto ad un'opera immensa come il Peer Gynt.

L'opera

Nel violento e avventuroso scontro con il mondo reale Peer Gynt, “Faust norvegese” alla ricerca di se stesso, sperimenta la differenza fra autenticità e finzione, esplorando tumultuosamente i rapporti con il femminile, con la realtà storica e sociale, con la fede e le forze oscure, in un viaggio di formazione tutto teatrale, fondato sulla potenza e le insidie dell’immaginazione.

«Siamo diventati Peer, Aase, Ingrid e tutti gli altri, scoprendoci troll, cambiando maschera, compagni, mondi, in sale teatrali e nel Gudbrandsdal, tra i fiordi di cartone e quelli reali: prove, laboratori, incontri, parole, derive, viaggi, viaggi, viaggi, immaginari e veri. Mai come stavolta è stato possibile smarrirsi nel labirinto, «andare e venire nel fiume della storia»: Peer Gynt è un’opera-mondo di grandioso respiro poetico e teatrale e la si può attraversare, forse, all’infinito e in forme innumerevoli. Ora riuniamo in una rapsodia tre frammenti che hanno al loro centro altrettanti temi cruciali: «Fallire», «Mentire», «Morire». Peer Gynt non si sa chi sia, né dove sia, leggenda o realtà, vivo o morto, uomo o troll: è la storia (e la fiaba) di una ricerca di riscatto, di verità e di vita e non può che avvenire attraverso la perturbante immersione nel mondo alla rovescia del fallimento, della menzogna e dell’aldilà.»


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