IL TEATRO "PIETRO E ADOLFO MICHELETTI" A TRAVAGLIATO

Intitolato a Pietro e a suo figlio Adolfo il Teatro Comunale di Travagliato, loro città d'origine.


Il Teatro Comunale di Travagliato, dal 2006 già intitolato all’attore drammatico Pietro Micheletti, dal 2025 prende il nome di “Teatro Comunale Pietro e Adolfo Micheletti”, affiancando al nome di Pietro quello del figlio Adolfo, attore e regista teatrale, scomparso ottantenne nel 2022. Conosciuto come fondatore e direttore della Compagnia Teatrale I Guitti, che creò con la moglie Nadia Buizza nel 1975 sulla scorta dell’eredità secolare dei Carri di Tespi che aveva animato coi genitori e i nonni da tre generazioni di teatranti “all’antica italiana”, Adolfo era nato a Borghetto Lodigiano 1942.
Terzo figlio di Pietro Luigi e di Lina Zampieri (figlia di Giuseppe, anch’egli capocomico) insieme ai suoi fratelli (Luciano, Luisa e Loris) ha vissuto l’apprendistato direttamente in palcoscenico, secondo i metodi usuali delle Famiglie d’arte.
Fin da giovanissimo recitava infatti nel repertorio canonico delle compagnie “di giro”, che affiancava Giovanni Verga a Sem Benelli, Dario Niccodemi a Gabriele D’Annunzio. Inizia il proprio percorso artistico nelle compagnie capocomicali del padre, portando avanti l’esperienza antica del teatro girovago. Come scritturato, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, affina le sue doti e raggiunge lo status di “primo attore” e poi di “capocomico”.
La Compagnia teatrale I Guitti, riallacciandosi idealmente alla linea artistico-dinastica delle antiche formazioni popolari, nasce sotto il segno della temperie sperimentale degli anni Settanta col proposito di offrire una originale e personalissima rilettura del repertorio classico. Dalla sua fondazione, Micheletti è direttore della Compagnia e, come attore, si confronta con generi diversi. Incontra più volte, da protagonista, la grande drammaturgia di Pirandello, il repertorio della commedia classica da Plauto a Machiavelli, passando per Molière (autore del cuore) e Goldoni; presta spesso la propria verve ad un recupero della tradizione del vaudeville fin de siècle, ma non mancano le occasioni per affrontare titoli e autori più eccentrici, classici e contemporanei sia nel dramma che nella commedia: Edmond Rostand, De Ghelderode, Ben Jonson, Lorca, tra gli altri…
Viene diretto, nel corso degli anni, da registi illustri, fra i quali spiccano i nomi di Giacomo Colli – con cui stringe un sodalizio artistico destinato a durare a lungo – e di Claudio Longhi, attuale direttore artistico del Piccolo Teatro di Milano. Lavora inoltre con la regista Nadia Buizza ed infine è diretto, più volte, da Luca Micheletti, il suo ultimogenito, regista stabile della compagnia I Guitti, attore e musicista oggi celebrato a livello internazionale.
Da sempre attivo nell’ambito della didattica, Adolfo ha rivolto anche una costante attenzione alla formazione teatrale che l’ha condotto a creare all’interno della compagnia un progetto specificamente pensato per la scuola, destinando centinaia di spettacoli al pubblico più giovane.
Tra il 2000 e il 2008 è stato ideatore e patrocinatore della stagione “A teatro con i Guitti” del Teatro che ora porta anche il suo nome, e nel 2008 ne è stato direttore artistico.

Luca Micheletti ha dichiarato: “Papà ha provato in questo teatro i suoi spettacoli più importanti. Vedere il suo nome, il nome di Adolfo, accanto a quello di Pietro, suo padre, nella loro cittadina d’origine, mi fa pensare a come hanno iniziato entrambi: in teatri di legno, i Carri di Tespi. È commovente che ora un edificio porti il loro nome, ha qualcosa di risarcitorio, racconta di come i frammenti di una storia teatrale nomade e volatile, lunga due secoli, si siano riuniti in un luogo che celebra questa stessa storia e la rinnova. Perché il teatro è il regno di tutte le metamorfosi, e qui tutto cambia sempre e si rinnova.

Un grazie sentito al Sindaco di Travagliato, Renato Pasinetti, all’Assessore Lucia Chiaraschi, a tutta l’Amministrazione comunale, e a chi ha appoggiato e dato seguito all’iniziativa di questa intitolazione. Quando una comunità si ricorda dei suoi artisti è sempre una festa”.